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domenica 9 dicembre 2018

Natale 2018, un regalo "fantozziano"

Un umile suggerimento per un regalo "fantozziano" in occasione delle imminenti festività natalizie... CLICCHI!!

domenica 6 dicembre 2015

Napoli, un cinema con il letto

Piacerà di certo al ragionier Ugo Fantozzi l'ultima trovata della città di Napoli, ossia un cinema con i letti a due piazze. La notizia, rimbalzata nei giorni scorsi in rete (riportata, tra gli altri, dal quotidiano Corriere del Mezzogiorno), è relativa al cinema Ambasciatori di via Crispi: la storica sala si "rinnova" e nella platea da 110 posti ci saranno anche letti a due piazze, per gustarsi il film come se si stesse a casa propria. Il cinema cambia anche nome e si chiamerà Hart, ossia cuore, in olandese. La prima cinematografica ci sarà l'8 dicembre con il film Dio esiste e vive a Bruxelles, del regista Jaco Van Dormael. Hart sarà anche teatro, musica dal vivo e gastronomia.

(foto dalla rete, fotogramma da Il secondo tragico Fantozzi)

Di certo, una soluzione del genere potrebbe piacere al ragionier Ugo Fantozzi: nella celeberrima sequenza de La corazzata Kotiomkin (lo scriviamo come pronunciato proprio dalla voce narrante) il ragioniere e gli impiegati non resistono alla pellicola in bianco e nero del cinema muto e si addormentano uno dopo l'altro. Ovviamente, non è questa la mission di Hart (che non si propone di far addormentare gli spettatori, bensì di metterli a loro agio) ma al ragioniere d'Italia, nell'episodio inserito ne Il secondo tragico Fantozzi, un cinema del genere sarebbe probabilmente piaciuto: Fantozzi, magari, non sarebbe finito in ginocchio sui ceci.

Il rapporto tra Fantozzi e i mezzi di comunicazione di massa - il cinema in particolare - è uno degli argomenti affrontati in Memorie dal sottoscala, saggio dedicato al ragionier Fantozzi ed edito da Amarganta.


martedì 1 dicembre 2015

Napoli - Inter? Fantozzi ("Ragioniere, che fa? Pali?" - semi cit.)

"Scusi, chi ha fatto palo?" grida il povero ragionier Fantozzi, dopo aver rotto una finestra con un pugno, ricevendo un pugno per tutta risposta. Costretto ad andare ad assistere alla proiezione del "film cecoslovacco con sottotitoli in tedesco", Fantozzi deve abbandonare la tranquillità domestica (e la partita in tv) per recarsi al cineforum. Il film in questione è Il secondo tragico Fantozzi, del 1976, secondo capitolo della saga e diretto da Luciano Salce.


Napoli - Inter, sfida al vertice della classifica come non accadeva dal campionato 1989-90, che sarebbe stato poi vinto dagli azzurri: i partenopei si impongono per 2 a 1 ma è nei minuti finali - dopo una bella partita - che si concentrano i pali: due volte, in pochi secondi, l'Inter si vede negare il pareggio dai legni della porta avversaria. Immancabili gli sfottò in rete da parte dei supporter partenopei (ma non è mancata autoironia da parte di quelli nerazzurri): il fotogramma del celeberrimo "Scusi, chi ha fatto palo?" è stato ripreso ad hoc per "sintetizzare", se vogliamo, i minuti conclusivi del match. Al di là dei meriti o demeriti delle due squadre, delle immancabili polemiche arbitrali, Fantozzi è stato citato anche relativamente a Napoli - Inter, così come era accaduto, nei mesi scorsi, in occasione di un'altra partita, con un errore clamoroso a porta vuota di un attaccante: era Sampdoria - Inter dello scorso ottobre, finita 1 a 1. Sullo 0 a 0 Correa, giocatore blucerchiato, sbagliò un goal a porta vuota e in tribuna c'era proprio Paolo Villaggio, tifoso della Sampdoria. In quella occasione addirittura la Gazzetta dello sport titolò con Fantozzi


Ma, si sa, Fantozzi e il calcio sono un binomio quasi indissolubile: in tutta la filmografia sono presenti riferimenti al calcio giocato (la tragica partita tra scapoli e ammogliati) e a quello seguito, con numerosissime citazioni calcistiche e sportive. Citazioni che proseguono anche fuori dalla filmografia, come dimostrato appunto dai due casi citati in precedenza. 

 

Non c'è che dire, Fantozzi è stato, a suo modo, "profetico" anche in questo: personaggio senza tempo, una delle maschere più riuscite, per così dire, del cinema italiano, si è imposto all'immaginario collettivo di intere generazioni. Proprio al ragionier Fantozzi e al suo creatore, il maestro Paolo Villaggio, ho dedicato un saggio appena pubblicato dalla casa editrice Amarganta. "Memorie dal sottoscala", una riflessione cinematografico/sociologica sul personaggio del ragioniere Ugo Fantozzi, su quanto - inevitabilmente - egli appartenga ad ognuno di noi: con il sorriso e facendoci ridere, Paolo Villaggio tocca, con Fantozzi, temi di grande attualità, con un personaggio appunto sempre attuale.

sabato 14 giugno 2014

Inghilterra - Italia, attenti al telefono

Inghilterra - Italia... chi vuole vedere la partita, questa notte, "stacchi il telefono". Altrimenti potrebbe trovarsi in qualche cineforum aziendale...


Lo spezzone, arcifamoso, è tratto da "Il secondo tragico Fantozzi", del 1976, film diretto da Luciano Salce. La partita citata nella pellicola (Fantozzi sarà poi costretto a vedere Bronenosec Potemkin, titolo originale) è stata effettivamente giocata nel 1973, il 14 novembre. Gli azzurri affrontarono l'Inghilterra a Wembley e per la prima volta vinsero contro gli inglesi in terra britannica: a decidere la partita una rete di Fabio Capello. La partita era valida per le qualificazioni alla coppa del mondo FIFA che si sarebbe giocata, nel 1974, in Germania Ovest.

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domenica 9 marzo 2014

Nuda e cruda, l'irriverente Anna Mazzamauro

Uno spettacolo divertente, accattivante, in molti tratti anche "drammatico", pur con la vena satirica che contraddistingue il personaggio: tutto questo è "Nuda e cruda", l'esibizione teatrale della sempreverde Anna Mazzamauro, al secolo la "signorina Silvani", donna ideale del ragionier Fantozzi. Con la consueta autoironia l'attrice ha intrattenuto il pubblico del teatro delle Arti di Salerno parlando della propria "bellezza", della sua carriera e ovviamente di quando è stata "scritturata" per interpretare la Silvani in Fantozzi. Lo spettacolo è stato però anche e soprattutto una riflessione della figura della donna, una riflessione su quello che la donna rappresenta nella società contemporanea e sugli innumerevoli casi che hanno visto le donne "vittime" di improponibili carnefici. Ho avuto il piacere, l'onore di conoscere dal vivo Anna Mazzamauro diversi mesi fa, in occasione del ritiro di un premio alla carriera, sempre a Salerno. Da appassionato e cultore della saga di Fantozzi non potevo non incontrare la mitica "Miss quarto piano" e, come sarebbe successo poi con Paolo Villaggio, ho fatto la conoscenza di una persona disponibilissima, oltre che di una artista senza tempo.

lunedì 30 dicembre 2013

Auguri Paolo Villaggio!

Auguri ad uno dei più istrionici esponenti del genio artistico italiano, auguri ad un attore capace di impersonare ruoli comici ma anche ruoli molto meno "ilari", auguri allo scrittore che ha "regalato" alla letteratura e al cinema personaggi come Ugo Fantozzi, Giandomenico Fracchia, Arturo Renzo Filini, la signorina Silvani, dipingendo sulla carta e sul grande schermo, sin dagli anni Settanta, un'Italia sempre attuale. Auguri Paolo Villaggio, auguri maestro!



giovedì 24 ottobre 2013

Paolo Villaggio: "L'eguaglianza non fa per l'uomo"

Ho avuto il piacere, l'onore, il privilegio di incontrare dal vivo Paolo Villaggio: un sogno che inseguivo da diversi anni, da quando - iscritto all'università - decisi di dedicare la mia tesi di laurea triennale proprio alla figura del ragionier Ugo Fantozzi. All'epoca ci sentimmo via telefono, purtroppo non riuscii ad incontrarlo. Così, dopo una laurea triennale su Fantozzi (filmografia fantozziana intesa come indicatore sociologico), una laurea magistrale su Fantozzi (parallelo tra i personaggi di Paolo Villaggio e quelli di Fedor Dostoevskij), dopo diversi anni ho ripreso a lavorare sulla maschera creata dal comico genovese e ho avuto la possibilità di conoscerlo dal vivo e di intervistarlo, a Roma. Una intervista che appunto assume, per certi versi, i contorni di un cordiale colloquio.

MEMORIE DOSTOEVSKIANE - Si inizia parlando del possibile parallelo tra i personaggi di Paolo Villaggio (Fracchia e Fantozzi in primis) e quelli nati dalla penna dello scrittore russo Fedor Dostoevskij: l'artista genovese è un "fanatico" delle Memorie del sottosuolo, romanzo dello scrittore russo. "Le conosco a memoria, a mio avviso sono il romanzo più importante di Dostoevskij" dice, ricordando le vicissitudini del protagonista, dalla cena sino all'incontro con la prostituta, passando per lo scontro con il generale. Durante la cena, ricorda Villaggio, c'è "l'affetto, di tutti i commensali, per il granduca che sta per partire, un affetto che poi è un tipo di ammirazione per i soldi del granduca, l'affetto che hanno adesso quelli vicini a Berlusconi, vero affetto per il potere economico di quest'uomo". Villaggio scaccia quindi i moralismi: "C'è la tendenza ad essere un po' moralisti, ma la nostra è una cultura nella quale è naturale, quasi logico avere ammirazione e affetto per la gente molto ricca e molto riuscita". E' quello che in effetti succede sia nei romanzi di Dostoevskij, sia nelle disavventure (letterarie e cinematografiche) del ragionier Fantozzi: l'adulazione per i potenti, il servilismo verso i superiori.

FANTOZZI E L'EGUAGLIANZA - "Tutte le grandi rivoluzioni sono basate sull'eguaglianza, sia quella francese, sia quella sovietica. L'eguaglianza non è però adatta all'animale uomo" questo il pensiero del comico genovese. Nelle disavventure fantozziane il ragioniere è sempre l'inferiore per eccellenza, subisce i suoi superiori perché non ha il loro potere economico. E', in parole povere, diverso da loro. Una "diseguaglianza" che, purtroppo, riferisce Villaggio, non può essere colmata. "Nel mondo animale - prosegue Villaggio - a comandare è il maschio dominante. Esistono anche tra noi uomini quelli più portati a essere più potenti". Sembra di rivivere la sequenza del primo film della saga (Fantozzi, 1975, regia di Luciano Salce) quella durante la quale il ragioniere parla con il megadirettore galattico delle ingiustizie che attanagliano i più deboli. "Da parte di Fantozzi e dei colleghi - rimarca Paolo Villaggio - c'è una specie di accettazione della loro condizione". Villaggio ricorda quindi "l'acquario dei dipendenti e la poltrona in pelle umana, quelli erano dei paradossi cinematografici ma funzionavano molto, rendevano l'idea".

LA LOTTA DI FANTOZZI CONTRO IL TEMPO, IL RAPPORTO CON LA MORTE - "Il traffico delle megalopoli è una delle torture più grandi alle quali l'uomo moderno è condannato" dice Paolo Villaggio relativamente al rapporto di Fantozzi con il tempo, riferendosi alla sequenza del primo film in cui il ragioniere fa una vera e propria corsa contro il tempo prendendo l'autobus al volo per non arrivare tardi in ufficio. Dal tempo alla morte: se il rapporto di Fantozzi con la morte "non è così tragico", Paolo Villaggio ricorda però che il ragioniere, quando scopre di dover morire (Fantozzi in Paradiso, 1993, di Neri Parenti) ha ovviamente paura di rinunciare "all'unica certezza, all'unico bene tangibile, all'unica prova dell'esistenza di una eventuale divinità".

PAOLO VILLAGGIO RICORDA MONICELLI E LIZZANI - "A decidere la data della morte non deve essere una divinità esistente, la nostra è una cultura stupida perchè vieta l'eutanasia, non capisco l'accanimento terapeutico" dice Paolo Villaggio a proposito di Mario Monicelli e Carlo Lizzani, due registi che di recente hanno purtroppo deciso di farla finita. Il tema del suicidio è affrontato anche nella filmografia fantozziana, anche se i motivi che portano il ragioniere diverse volte a tentare di farla finita non sono quelli per i quali molte persone, purtroppo, negli ultimi anni in Italia hanno deciso di farla finita.

IL LAVORO - Il posto di lavoro è uno dei "topos" delle disavventure del ragionier Fantozzi. Un posto di lavoro che, negli anni Settanta (Fantozzi nasce cinematograficamente nel 1975 e si ferma al 1999, anno di Fantozzi 2000 - la clonazione) era ancora fisso, mentre oggi il lavoro è stabilmente precario se si è fortunati. I meno fortunati sono invece disoccupati. Il lavoro fisso è ormai diventato una chimera. E Fantozzi? "Fantozzi sarebbe nella mxxxa assoluta, perché i giovani non hanno più posto, non c'è più spazio per loro. La cosa più drammatica è che i timonieri, ossia i governanti, parlano solo di borsa, di indici, di spread" dice Villaggio.

"UGO, IO TI STIMO MOLTISSIMO" - Amore e sesso in Fantozzi, Paolo Villaggio ricorda il rapporto di Fantozzi con la moglie Pina: "Una moglie bruttina, dalla quale Villaggio non è attratto, infatti corteggia la signorina Silvani che è bruttina anche lei ma Fantozzi l'ha idealizzata". Eppure, Fantozzi e la Pina quasi mai parlano d'amore: "Quando il ragioniere fa una dichiarazione d'amore alla moglie, la Pina risponde dicendo che lo stima moltissimo e lui rassegnato accetta di non essere amato, Fantozzi sa di non essere amato da nessuno". Capitolo sesso: "Fantozzi è un uomo che non può permettersi di piacere alle donne perchè le donne, spesso, nella cultura occidentale, subiscono il fascino del potere economico, in particolare degli uomini che possono lanciarle nel mondo dello spettacolo. Fantozzi è inoltre poco dotato sessualmente".

Alla fine dell'intervista lascio al maestro Paolo Villaggio una copia delle mie due tesi di laurea e il comico genovese autografa le mie copie, con tanto di dedica. Una grande emozione poterlo incontrare dal vivo, poter colloquiare con lui a proposito del ragionier Ugo Fantozzi, un personaggio che da sempre ha catturato la mia attenzione. Grazie a Piero Villaggio che ha reso possibile l'organizzazione dell'intervista, grazie al signor Gioacchino (che ho conosciuto in occasione dell'intervista) e grazie ovviamente al grande Paolo Villaggio© riproduzione riservata

martedì 22 ottobre 2013

Paolo Villaggio al teatro Brancaccio

Sarà a Roma, al teatro Brancaccio, dal 24 al 27 ottobre, in uno spettacolo originale ed innovativo, dal titolo "Beviamoci su": Paolo Villaggio, comico genovese, arcinoto per le sue creazioni televisivo - letterarie, diventate poi cinematografiche, ossia Giandomenico Fracchia ed Ugo Fantozzi, si esibirà nei panni di un insolito maître, aggirandosi tra i tavoli e coinvolgendo il pubblico con la caustica ironia che lo contraddistingue, raccontando la sua straordinaria vita di artista poliedrico in un spettacolo irriverente e trascinante. Ho avuto il privilegio di incontrarlo, a Roma, realizzando un'intervista che, in alcune fasi, è stata addirittura un cordiale colloquio, tale è stata la disponibilità dell'artista genovese. Un'intervista che presto sarà on line su questo blog.

LO SPETTACOLO DI PAOLO VILLAGGIO AL TEATRO BRANCACCIO